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Detto Tra noi

04 luglio 2009

DDL intercettazioni: giornalisti e blogger protestano

Il DDL Alfano sulle intercettazioni, solleva molte polemiche nell'ambito della comunicazione e di chi per professione se ne occupa. La Rete e blogger e giornalisti italiani ne hanno colto alcune criticità discutendo la questione già da mesi.
Il timore di quanti vivono attivamente la Rete in Italia, producendo e condividendo contenuti, è che molti siti di diversa natura o blog saranno costretti a "chiudere per rettifica", se non daranno corso entro 48 ore alle eventuali richieste di rettifica.
Il Consiglio Nazionale della Stampa ha indetto due giornate di "sciopero del silenzio", per protestare contro il decreto, e l'iniziativa sta avendo la sua eco online. Alessandro Gilioli, dal suo blog Piovono Rane ha proposto ai blogger di unirsi ai giornalisti, gli ha fatto eco Vittorio Zambardino, e molti altri stanno portando avanti la protesta.

posted by Vanessa Carmicino

01 luglio 2009

Tra diritto alla privacy e dovere di cronaca

I blogger che in questi giorni stanno dando voce alle proteste di Teheran sono efficaci in quanto anonimi? Se fossero costretti a rivelare la propria identità potrebbero continuare la loro attività di testimonianza di quanto sta accadendo in Iran? Nascondere il proprio nome dietro uno pseudonimo o, meglio, un nickname, aiuta a mettere in luce scandali e retroscena o genera solo disinformazione?

Sono interrogativi, questi, che in questi giorni stanno prendendo sempre più piede nel discorso attorno alla rete. Il dibattito sulla pubblicazione della propria identità in internet è tornato alla ribalta, viste anche alterne vicende che – da prospettive diverse – hanno indotto i media a parlare di identità in rete.

È notizia di questi giorni che l'Alta Corte di Londra ha stabilito che l'autore di un importante blog – che aveva appena vinto un premio come autore su temi politici – non ha diritto a mantenere segreta la sua identità. La motivazione? “Se un blogger decide di rimanere anonimo non vuol dire che ne abbia sempre diritto e che un giornale non possa svelarne l'identità”. Tutti i passaggi della controversa vicenda li trovate qui.

La notizia amplifica di colpo il dibattito che – da sempre – ruota attorno alla privacy in rete, che era stato riportato in auge con il boom di Facebook: il social network più popolare del mondo, infatti, aveva scardinato la logica dell’anonimato del web 2.0 per portare milioni di individui a “metterci la faccia”, mostrando nome, cognome e volto senza nessun riserbo. Cosa che ha portato al problema dei "furti" d'identità, al proliferare di fake e a palesi violazioni della privacy.
Il riserbo rimane necessario, invece, se si pensa a quanto sta succedendo ai blogger iraniani: il pericolo che il controllo dell’identità possa trasformarsi rapidamente in censura o punizione per chi vuole esprimere la propria opposizione è reale.

 

Posted by Sergio Veneziani

18 giugno 2009

Centromarca e i nuovi paradigmi di relazione con i media

Cambiano il pubblico, le strategie degli editori, le modalità con cui si “fa” informazione. L’evoluzione tecnologica moltiplica gli intrecci e aumenta enormente le possibilità di relazione. Il consumatore diventa parte attiva della produzione di notizie. Centromarca ha dato il via ieri a Milano a una riflessione generale sulla trasformazione in atto nella comunicazione delle industrie.

Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, e Luigi Bordoni, presidente di Centormarca, hanno inaugurato la mattinata.

Fiorella Passoni Centromarca 008 A seguire, Monica Fabris Presidente di Gpf-Reti ha presentato l'indagine dedicata alla nuove dinamiche di fruizione dei media. Fiorella Passoni, amministratore delegato di Edelman Italia, ha spiegato perché dalle relazioni pubbliche tradizionali si va verso quello che Edelman chiama il "public engagement", cioè una relazione più aperta e continuativa fra imprese e stakeholder.

Di nuove strategie dell'editoria ha parlato Marco Gambaro, docente di Economia dei Media alla Università degli Studi di Milano. Comunicare l'impresa: così cambia il mestriere, è stato l'intervento di Franco Perugia, Senior Consultant di MS&L Italia.

Al termine un confronto a tutto campo con: Daniele Manca, Vice Direttore del Corriere della Sera, Luca De Biase, Capo Redattore di Nova-Sole 24 Ore, Vera Montanari, Direttore di Grazia e Flair, Giorgio Mulè, Direttore di Studio Aperto, Oscar Giannino, opinionista, Andrea Vianello di Mi Manda Rai 3, Alessandro Di Pietro di Occhio alla Spesa.

La mattinata di incontri è stata trasmessa in streaming sul sito di Corriere.it.

Posted by Sergio Veneziani


10 giugno 2009

Social Network uniti per la Sicurezza in Rete

Ormai i social network sono entrati a far parte della vita della maggior parte di noi: anche chi fino a poco tempo fa usava internet solamente lo stretto necessario, ora si ritrova la sera a parlare con gli amici delle foto in cui è stato “taggato” durante le vacanze oppure del vecchio amico del liceo ritrovato online con qualche capello in meno e qualche chilo in più... a prima vista nulla di allarmante, a meno che si consideri quanto realmente le persone siano consapevoli di quello che in rete può succedere e delle conseguenze delle loro azioni. Apriremmo la porta di casa nostra a uno sconosciuto? Logicamente no, ma spesso il buon senso e le accortezze che abbiamo nella vita vengono completamente dimenticate nella rete, perché ci sembra di vivere qualcosa di diverso e distaccato dalla nostra vita reale, lontano da ogni pericolo.

 

La Seconda Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete si è svolta online tra il 16 e il 23 maggio scorsi proprio per sensibilizzare sul tema tutti i cittadini di internet. L’iniziativa ha raccolto tutti i principali social network – 2spaghi, Dada, Facebook, Habbo, MySpace, Netlog, Peoplesound di Buongiorno, Skuola.net, Virgilio, Windows Live, Yahoo! Answers e Youtube – che per la prima volta hanno unito le loro forze per una campagna comune a favore della sicurezza degli utenti in Rete. Sono stati infatti proprio i social network a scendere in campo creando appositamente canali, gruppi e profili per mettersi in contatto con i propri iscritti e sensibilizzarli attraverso pillole video e contributi di esperti. Portavoce della campagna è stata la conduttrice tv e reporter d’assalto della trasmissione Le Iene, Elena di Cioccio, che ha tenuto a battesimo la campagna con un post sul blog dedicato all’iniziativa http://sicurezza7x24.spaces.live.com. Il messaggio lanciato è stato chiaro: navigare con serenità sulla rete è possibile, basta farlo in modo attento e consapevole!

Uno degli esempi dell’impegno dei singoli social network coinvolti viene da Virgilio e della sua Netiquette 2.0: evoluzione social di un Galateo del Web – generato dagli stessi utenti, che per anni ha animato un etico e responsabile utilizzo di Internet – riproposto oggi dal portale italiano e dalla sua community con l’intento di osservare le dinamiche relazionali che si instaurano nella Rete.Foto54

Sarà servito far scendere in campo direttamente i principali protagonisti del nuovo scenario del Web 2.0? I numeri della Settimana sembrano suggerire un sì: 60mila page views del sito ufficiale, oltre 500mila visualizzazioni dei vari contributi video e delle pillole (il solo video dei 5 consigli di Elena Di Cioccio su You Tube ne ha totalizzati quasi 150 mila, con una coda di 600 commenti...), 25mila utenti unici e 250mila page views nella sezione speciale di MSN, 800 fan nella pagina di Facebook. Solo alcuni esempi, senza contare la visibilità della campagna e delle sue tematiche, grazie ad un’ampia copertura prima e durante le sette giornate da parte di tutti i media nazionali.


La Seconda Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete rientra in Sicuramenteweb, la campagna sulla sicurezza in rete di Microsoft che ha già raccolto notevoli successi come esempio di comunicazione nell’ambito della responsabilità sociale, come il premio internazionale Sabre 2009 e il Premio Italiano Assorel nel 2008, grazie anche all’utilizzo dei nuovi media che son diventati parte integrante e fulcro della campagna. Con un’aggiunta last minute: la campagna SicuramenteWeb è entrata in nomination ufficialmente nella categoria CSR anche per il prestigioso IPRA Award 2009!

 

Posted by Sergio Veneziani

05 giugno 2009

Twitter o non essere

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Lo dice il settimanale Time: Twitter è il social network del futuro. Con la sua spaventosa crescita nel numero di utenti è davvero la risposta a Facebook e una nuova risorsa per la rete. A questa pagina si può trovare l’editoriale che spiega la scelta della redazione di celebrare una comunicazione sempre più mobile e sempre più in tempo reale, in grado di aggiornarci sulle tematiche più disparate e senza più filtri. Per giunta, in maniera velocissima: bastano 140 caratteri per raccontare un evento.

Noi ne avevamo parlato qui e qui: come dire, l'avevamo detto...

 

Posted by Vanessa Carmicino

29 maggio 2009

La crisi è un’opportunità di comunicazione

Nei momenti di crisi, purtroppo, occorre anche comunicare la crisi. Lo si fa abitualmente, insieme agli avvocati del lavoro, insieme ai responsabile delle Risorse Umane, insieme ai consulenti di organizzazione aziendale, ma è importante rifletterci e farlo sempre meglio. Per questo motivo Edelman ha proposto alla rivista Top Legal di mettere intorno a un tavolo queste figure professionali. È nato così l’incontro della serata del 26 maggio allo Spazio Chiossetto di Milano.

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Titolo: “Quando la crisi diventa una opportunità”. Moderatore Nicola Di Molfetta, brillante direttore di Top Legal. Mike Seymour, responsabile Edelman per la crisi a livello internazionale e autentico guru della materia (oltre che piacevolissimo gentleman) ha partecipato per conto di Edelman,  Alessandro Concialini di McKinsey ha spegato il ruolo del consulente strategico,  Luca Failla, partner dello studio legale LabLaw, ha raccontato con semplice efficacia il ruolo dell’avvocato del lavoro, Stefano Bianchi di RSM Italy, una società di revisione, ha portato la testimonianza della sua professione.   

La discussione è stata molto interessante e densa di contenuti. Uno dei punti sicuramente rilevanti è stato che tutti gli attori, avvocati in primis, hanno concordato sul ruolo indispensabile della comunicazione in un processo critico come la riorganizzazione aziendale. Manca ancora un po’ di cultura in questa direzione da parte delle aziende, ma in ogni caso i tempi sembrano maturi per poter cogliere un numero sempre crescente di opportunità di business.

Posted by Sergio Veneziani

27 maggio 2009

LA CRISI ECONOMICA FA VOLARE I PRODOTTI HEALTH AND WELLNESS

Secondo Euromonitor International, cresce per molti consumatori l’attenzione per la prevenzione delle malattie

 

L’indagine Euromonitor International riporta che i prodotti alimentari health&wellness hanno registrato un incremento del 64% nelle vendite nel periodo 2002-2007, rispetto a un +45% relativo ai beni di largo consumo e un +57% per le bevande calde.

Secondo Ewa Hudson, responsabile health&wellness di Euromonitor, la crisi globale non incide sui prodotti di questa categoria, anzi, proprio questi sembrano meglio rispondere ai desideri e alle aspettative dei consumatori. Non solo, le aziende alimentari e delle bevande lo hanno capito e si sono impegnate fattivamente nella realizzazione di programmi a lungo termine in questo comparto.

Fra queste Nestlé, responsabile del 3% della produzione alimentare a livello globale, che é diventata la principale azienda di alimentazione, salute e benessere al mondo.

Altre aziende, come Coca Cola, Danone, PepsiCo e Unilever si sono impegnate con strategie similari che stanno portando avanti in modi diversi.

Danone, ad esempio, secondo la Hudson si distingue per essere fra i pionieri dell’health and wellness grazie sia all’innovazione, sia alla scelta di privarsi di business lontani dai concetti di H&W.

I consumatori pretendono dalle aziende alimentari, grandi o piccole che siano, un impegno costante in termini di H&W e non soltanto temporanei aggiustamenti a giustificazione di prezzi premium.

Il mercato degli yogurt è quello che, recentemente, ha registrato la trasformazione maggiore, con un 35% delle vendite nel 2008 composto da prodotti funzionali, prevalentemente probiotici (nel 1999, la percentuale era del 19). In Asia, la percentuale supera il 50%.

I chewing gum, i grassi e gli oli, le bevande sono fra le categorie di prodotti che hanno segnato la maggior tensione verso concetti legati all’H&W.

In conclusione, la Hudson ritiene che continuando ad offrire prodotti con reali benefici e ad investire in health&wellness le aziende alimentari e delle bevande potranno allontanare l’incubo della recessione e assicurarsi una crescita a lungo termine.

 

Posted by Anna Capella

19 maggio 2009

Se l'informazione ha un prezzo

La novità che sta creando un “caso mediatico” dentro è fuori la rete è da giorni sui giornali: La News Corp di Rupert Murdoch avrebbe deciso di far pagare agli utenti di Internet le notizie pubblicate su tutti i suoi quotidiani, sulla scia di quanto fa già oggi per alcune news del sito del Wall Street Journal.
Al di là degli aspetti tecnici e della modalità di pagamento che sarà messa a disposizione – si parla di un sistema di micro-pagamenti per leggere i singoli articoli e dei veri e propri abbonamenti per le sezioni o per la totalità delle news – quello che colpisce è che anche per i grandi tycoon dell’informazione globalizzata i tempi sono sempre più duri. Il calo delle vendite nelle edicole e la riduzione degli introiti pubblicitari stanno, evidentemente, spingendo gli editori a trovare altre strade alternative: l’idea di far fruttare le news online, come soluzione al declino della carta stampata, appare prendere sempre più piede.

Tendenza irreversibile? Tante le opinioni, con gli schieramenti diversi che dibattono su quanto sia giusta o sbagliata una decisione del genere. Quel che è certo è che siamo di fronte a un drastico cambio di stagione e di model­lo culturale, che potrebbe avere imprevedibili conseguenze sull’informazione, stampata o digitale. Forse, però, sarebbe più stimolante pensare ad alternative che un mondo sempre più mobile rendono possibile: riflettere su come sfruttare economicamente la fruizione delle informazioni via cellulare, ad esempio, potrebbe rivelarsi un’alternativa alla tassazione della libera fruizione delle informazioni in rete.

Posted by Vanessa Carmicino 

 

18 maggio 2009

8 RAGIONI PER SCEGLIERE UN’AGENZIA

Come i responsabili comunicazione delle aziende top scelgono le proprie agenzie di consulenza?

 Sono stati recentemente pubblicati i risultati dell’indagine annuale di PRWeek sulle prime 150 società di consulenza in comunicazione nel Regno Unito.
Ciò che emerge con grande chiarezza è che dopo un 2007 dai risultati scintillanti, nonostante un certo ottimismo, nel 2008 le aziende devono necessariamente rendere conto di ogni penny speso, mostrando una sempre maggior oculatezza anche nella scelta dei partner.
Emerge una tendenza verso la preferenza di iniziativa a progetto verso progetti continuativi, dato che emerge chiaramente anche dalla classifica delle 150 agenzie top.
Da qui la necessità per le agenzie di cogliere con esattezza le ragioni che spingono le aziende a scegliere un partner di comunicazione piuttosto che un altro. E, come vedremo, le scelte non ricadono solo su mere questioni di investimenti.

Sono 8 i fattori chiave che emergono dall’analisi, qui riportati in ordine sparso:

1.     Premi e classifiche, che i direttori comunicazione delle aziende consultano con grande attenzione  

2.     La “chimica” che si stabilisce tra i  diversi team di lavoro

3.     L’investimento é importante, ma non a discapito della qualità dei risultati

4.     La creatività, le idee devono essere originali e attinenti all’azienda e ai suoi brand

5.     La reputazione: i clienti presteranno attenzione a successi e fallimenti precedenti

6.     Le persone: i team presentati in fase di selezione devono essere gli stessi di cui il cliente potrà disporre nel lavoro quotidiano

7.     Essere visibili e proattivi

8.     Essere capaci di dire “no”: i clienti apprezzano le agenzie oneste rispetto alla loro offerta e performance

 

Da PRWeek – 24/4/2009

 

Posted by Anna Capella

11 maggio 2009

Il Premio Ischia scopre i blog, nuovi "martiri" della libertà d'informazione

Sulle sfaccettature della blogosfera tanto si è scritto, su quando o quanto il citizen journalism andrà a sostituire il giornalismo tradizionale sono stati scritti saggi in tutte le parti del mondo. Che il giornalismo stesso riconosca – finalmente – il potere e la valenza che i giornalismi partecipati possono avere nel modificare e contribuire al flusso informativo mondiale, beh, è un passo avanti. Prova che qualcosa sta cambiando è fornita dal Premio Ischia, che da trent'anni premia il mondo del giornalismo italiano e internazionale. L’edizione 2009 porta con sé una bella novità: per la prima volta verranno premiati anche i blogger. Per il trentennale del Premio la Fondazione Giuseppe Valentino ha, infatti, instituito il Premio Ischia al mondo del giornalismo partecipato.

                                                            

La scelta del blogger vincitore seguirà il filo rosso della partecipazione nella rete, di cui i blog rappresentano uno degli elementi storicamente più importanti: la giuria coordinata da Cristina Sivieri Tagliabue ha selezionato dieci post, da blog più o meno famosi, scelti in base alla precisione, l’affidabilità e/o la tempestività delle loro comunicazioni. Tra questi dieci finalisti verrà poi, in base al giudizio degli utenti del sito del Premio, scelto il blogger vincitore.

Ecco i dieci blogger scelti:

 

Attivissimo

Byoblu

Blackcat

Dagospia

Giornalettismo D

Lastknight

Piovono Rane

Punto Informatico

Step1

Voglio Scendere  


Diventa interessante notare, a questo punto, che la commistione tra blog tout court e giornalismo tradizionale è già ben radicata nella rete: tra i dieci finalisti scorgiamo testate giornalistiche vere e proprie e giornalisti della carta stampata, che – sicuramente prima degli altri – hanno capito le potenzialità di questo strumento senza lasciarsi andare a dissertazioni teoriche sul futuro dei settimanali, accanto a blogger "puri". Termine ultimo delle votazioni online è il 25 giugno: per votare basta leggere qui.

 

Ulteriore prova - sicuramente più drammatica - dell'importanza della blogosfera nel mondo è fornita dal CPJ, il Commitee to protect Journalists. Come ci racconta Marco Pratellesi qui, nel 2008 il numero di blogger e giornalisti online incarcerati ha superato quello dei giornalisti della stampa e della tv che si trovano in prigione. Fare i conti con questo triste dato ci permette di capire il valore, sempre più forte e quindi sempre più a rischio, dei blogger e del giornalismo partecipativo nel mondo. 

 

Posted by Vanessa Carmicino

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