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Detto Tra noi

06 novembre 2009

Come affrontare la Nuova Influenza e l’influenza “stagionale” in azienda

Che l'influenza sia l'argomento di discussione principe sui media e tra la gente è ormai noto: il nuovo virus A, H1N1, che ha un’aggressività paragonabile all’influenza stagionale, allerta e confonde l’opinione pubblica con esiti che possono avere ripercussioni forti anche nelle aziende. Per combattere la psicosi da influenza e soprattutto per aiutare le aziende ad affrontare al meglio questo problema, Edelman ha scelto di avvalersi della competenza di Fabrizio Pregliasco, Professore di Virologia presso l’Università degli Studi di Milano.

  Fabrizio Pregliasco
Il risultato è quest'agile guida, che potete scaricare qui: Download Influenza - Pregliasco.

Posteb by Sergio Veneziani

30 ottobre 2009

Premio Assorel: arrivano importanti riconoscimenti per Edelman

   

  Assorel

   
Si è svolta ieri sera la cerimonia tradizionale del premio Assorel: anche quest’anno, nella sua dodicesima edizione, sono state premiate le campagne di comunicazione meglio riuscite. Edelman è molto felice di aver raccolto tre importanti successi: premio nella categoria “Comunicazione corporate” con la campagna per il Norwegian Seafood Export Council "NORVEGIA: LA VERA ESPERIENZA DEL GUSTO", menzione speciale nella categoria “Comunicazione di prodotto” e “Premio L’impresa” – come campagna più votata dal pubblico su www.limpresaonline.it – con la campagna per Lottomatica "GIOCO DEL LOTTO. I NUMERI SONO INTORNO A NOI... SMORFIAMO LA REALTÀ".

Tre importanti successi, questi, che l’agenzia è orgogliosa di aver ricevuto come riconoscimento per il buon lavoro fatto da tutti i team.

Posted by Fiorella Passoni

20 ottobre 2009

La fiducia nelle aziende al tempo della crisi: parla Richard Edelman

In questi tempi in cui la parola crisi domina incontrastata tra le possibili paure delle aziende, sono tante quelle che hanno cominciato, prima ancora che a rivedere i propri bilanci, a ripensare e a mettere in discussione la propria reputazione, il modo in cui si viene percepiti dall’esterno. È questo il punto di partenza dell’intervista di Rik Kirkland, direttore delle pubblicazioni McKinsey, a Richard Edelman.

Una chiacchierata interessante, che parte dai risultati del sondaggio Edelman Trust Barometer per arrivare a parlare di “private-sector diplomacy”: ovvero, l’insieme delle azioni e dei comportamenti assunti dalle aziende per allargare la propria rete di consumatori, rafforzare il network di utenti e migliorare rapidamente la percezione da parte del complesso mondo di stakeholder.

Quando il business si allarga e deve, mai come oggi, tenere in considerazione le ONG, le comunità, i gruppi di lavoro, nasce la necessità di un confronto con nuovi schemi. Emerge, infatti, una mutua responsabilità sociale, che pone in rilievo gli aspetti etici della relazione con i consumatori e che segnala la necessità della trasparenza nella comunicazione. "To me, at the essence of what we’re calling public engagement is this marriage of action and communication. You can be a great communicator, but if your actions aren’t appropriate, there’s not a chance in hell that you’re going to be able to sell the proposition", afferma Richard Edelman. Ovvero: "per me l'essenza di quello che chiamiamo Public Engagement è il punto d'incontro dell'azione e della comunicazione. Si può essere grandi comunicatori, ma se le azioni non sono corrette non c'è speranza di far passare i messaggi della comunicazione".

Questo aspetto è ancora più importante nel momento in cui i mercati sono sempre più influenzati dalle conversazioni, quando il parere della gente è sempre più condizionato dal confronto tra pari, dalla discussione attraverso i social network. "It’s just not an authority-driven society, it’s an experience-driven society", ricorda Edelman: "la nostra non è una società guidata dalle autorità, è una società guidata dalle esperienze. L’economia della collaborazione, nella quale il mio parere può essere d’aiuto agli altri, deve essere un’altra delle leve sulle quali le aziende devono strutturare la loro fiducia da parte degli utenti".  

La video intervista è qui

 

Posted by Fiorella Passoni

16 ottobre 2009

Premio Assorel: il 29 ottobre la cerimonia finale al Sole

Sono 15 campagne di comunicazione in lizza per l'annuale edizione del Premio Assorel. Ne dà comunicazione oggi anche la Ferpi. Appuntamento a Milano nella sede de Il Sole 24 ORE. Le campagne sono state selezionate da trenta professionisti: opinion leader di comunicazione, Università, Associazioni di Categoria e Media. Edelman è in finale con due delle 15 in nomination per il Primo Premio Assoluto e per i Premi di Categoria:
 
  • Gioco del Lotto: I numeri sono intorno a noi … smorfiamo la realtà – Edelman per Lottomatica
  • Panino d’Autore: piacere quotidiano, gusto straordinarioINC–Istituto Nazionale per la Comunicazione per Negroni
  • 4ª edizione INFASIL PER TE – Il mese della protezione”PHCG Italy – div. Multimedia Healthcare Communication per Procter&Gamble
  • Bicentenario di Borsa Italiana – Borsa Italiana
  • Il 75° anniversario di illycaffè – Cohn & Wolfe per illycaffè
  • Norvegia: la vera esperienza del gusto – Edelman per NSEC–Norwegian Seafood Export Council
  • Rapporto socialeHOMINA PDC per Conad Adriatico
  • HungerfreeINC–Istituto Nazionale per la Comunicazione per Actionaid
  • Acquando – La festa trasparente, per natura – Peliti Associati per Coca-Cola HBC Italia
  • átika, la casa mediterranea a risparmio energetico – Seci1981 per Velux
  • Campagna Isolando – Weber Shandwick Italia per Saint Gobain Isover Italia, Rockwood Italia, BPB Italia, Aldes Italia, Kanufinsulation, Fibran Italia, Knauf
  • Comunicare il Rotary – MS&L Italia per Rotary International Distretto 2040
  • Pink Rooms – Noesis Comunicazione per eBay Italia
  • Citroën C3 Gold: The Gold Casting – Weber Shandwick Italia per Citroën Italia
  • AIDS. Rafforziamo le difese – Pablo Comunicazione in ATI con Fabio Bolognini, Exploit di Futura Press per Regione Emilia-Romagna

30 settembre 2009

Chi è il più bello della blogosfera?

Blogfest-2009

Non ci sarà un vero e proprio “red carpet” allestito per dar vita alla sfilata, ma da venerdì 2 ottobre prenderà lo stesso il via la BlogFest: a Riva del Garda sfileranno le star della blogosfera italiana, pronte a “sfidarsi” per ricevere l'ambita statuetta di blogger più amata dalla rete.
Al festival italiano sulle tante sfaccettature della rete – dai social network alle community, dai blogger (appunto) agli user generated content – avranno luogo i "

Macchianera Blog Awards 2009": verranno premiati quei blog che sono stati i punti di riferimento degli italiani in rete. Se, infatti, i social network (Facebook e Twitter) si sono rivelati la killer application dell'anno, i blog e i blogger rimangono un punto di riferimento per gli internauti. E saranno proprio loro a scegliere, come nelle migliori tradizioni, i vincitori.
Rispetto allo scorso anno, molte le conferme e qualche novità: per ognuna delle 26 categorie selezionate troviamo i nomi, anzi i nickname più popolari e seguiti della rete. Potete votare qui.

La premiazione dei Macchianera Blog Awards 2009 si terrà sabato 3 ottobre alle ore 21 a La Rocca di Riva del Garda, ma si può seguire anche da qui: www.blogfest.it.

Posted by Vanessa Carmicino

21 settembre 2009

10 cose da non fare se pensate di comunicare nel web 2.0



Ha scritto Jeff Jarvis che "il vostro peggior utente è il vostro miglior amico, perché vi dice quello che non va; il vostro miglior utente, l'utente felice, è anche il vostro partner". Basterebbe questa frase per sintetizzare l'intervento di Alessio Jacona al Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma: in cinque minuti è riuscito a dire tutto quello che le aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0, e vogliono entrarci, NON devono fare per ottenere buoni risultati.

1. mai barare e mentire agli utenti, attraverso fake blog e finti utenti entusiasti del brand, perchè prima o poi si verrà scoperti
2. non intendere i social media come uno spazio in cui vendere, ma in cui conversare
3. non pensare che il valore della comunicazione sia dato dagli utenti unici: ciò che importa sono le relazioni che si creano
4. non credere di poter controllare i messaggi in rete, perché appartengono alla gente, non all'azienda
5. non pensare che la comunicazione su internet non richieda investimenti economici
6. non chiedere risultati a breve termine dalla comunicazione in rete
7. non nascondersi dietro al brand, perchè ciò che conta sono le persone, non i marchi
8. non accanirsi contro gli utenti che criticano l’azienda, ma, anzi, considerare attentamente il loro parere 9. non improvvisare la propria azione in rete, ma pensare sempre ad una strategia di lungo periodo
10.non spammare in maniera indiscriminata i propri contenuti

La scelta di approdare alle varie realtà del web 2.0 è quasi sempre figlia di un lungo travaglio interiore, che passa attraverso i "cinque stadi del dolore aziendale":

1. Il rifiuto, la volontà di ignorare tutto quello che accadeva in rete
2. la rabbia, perchè consapevoli che si trattasse di un fenomeno impossibile da controllare direttamente: da qui le denunce contro chi osasse muovere critiche all'azienda in rete
3. la contrattazione, ovvero comprare il favore di coloro che parlassero male di loro su internet, convincendo con i soldi a camabiare idea
4. la depressione, scaturita dalla consapevolezza che il mondo della rete non funziona nel modo da loro ipotizzato
5. l’accettazione del fenomeno, compresa la necessità di imparare un nuovo linguaggio e un nuovo modo di rapportarsi agli utenti. 

Arrivati a questo punto alle aziende non resta che comunicare, ognuna col suo stile e con le proprie peculiarità.
Come non essere d'accordo?

Posted by Vanessa Carmicino, via Ignite Italia

20 settembre 2009

Dopo i micro-post (Twitter) ecco le micro-call

I post di 140 caratteri hanno fatto la fortuna di Twitter, che ora vale circa un miliardo di dollari. Ora ecco le telefonate gratis di 120 secondi. I giornali ci informano (ho davanti a me un pezzo di Sideri sul Corriere) che un operatore di telefonate via internet (Voip) sta facendo provare le micro-telefonate (oltre i due minuti il collegamento cade). Il successo dei sociale media, ci ricorda Massimo Sideri, non si discute. Così come la loro utilità sociale: basta pensare al ruolo giocate nelle grandi emergenze e nelle tante crisi. Lascia interrrogativi aperti, invece, la loro capacità di business, perché in molti casi al successo di pubblico non corrisponde un uguale successo di cassa.

Ma per noi che ci occupiamo di comunicazione, e non di investimenti, queste sono solo buone notizie. Si moltiplicano i canali di comunicazione e l'informazione si fa sempre più complessa.

Use-twitter-mobile

Posted by Sergio Veneziani  

07 settembre 2009

Istruzioni per l'uso: 100 teste si confrontano sui social media

3° Academic Summit

Oltre 100 professionisti del mondo della comunicazione, del giornalismo, del business e delle relazioni pubbliche si sono riuniti a Washington presso la Georgetown University in occasione del 3° Edelman Academic Summit sui new media per discutere di come le aziende, le organizzazioni e i media si relazionano in maniera efficace con i propri stakeholder attraverso i social media.

Per saperne di più, ecco il documento 2009 NMAS White Paper - Engaging the New Influencers

 

Posted by Sergio Veneziani

17 agosto 2009

web news d'agosto

Se mezza Italia è in ferie a godersi il sole e il mare, la rete non va in vacanza. Complice la diffusione del mobile web, questi sono giorni convulsi per internet, che sta vivendo dei cambiamenti di cui, siamo certi, ne parleremo parecchio a settembre. Per chi si fosse perso qualche news, facciamo un breve resoconto dei fatti.

Google ha appena annunciato il progetto "Caffeine", nato per creare un motore di ricerca più veloce, accurato e potente, in grado di offrire risultati più numerosi e più attendibili agli utenti. Nessuna differenza lampante: le impostazioni per i navigatori rimarranno le stesse. Se il leader tra i motori di ricerca cerca il restyling quale sarà il motivo? Paura di Bing? O delle nuove strade intraprese dai social network?

Nuove strade, appunto. Lampante è quella che Twitter che da pochi giorni ha rinnovato la grafica della propria homepage con l’obiettivo – piuttosto palese – di attirare a sè nuovi utenti. E di far convergere anche l’interesse delle aziende. La pagina iniziale non accoglie più gli utenti chiedendo “cosa stai facendo”, ma invita a scoprire quali sono i discorsi più popolari nella rete in questo momento. Una vera e propria trasformazione, questa, che porta a vedere Twitter come uno strumento sempre più complesso, potenzialmente in grado di sostenere lo strapotere di Facebook.

Facebook, la killer application dei nostri giorni. È sempre più forte ma i suoi proprietari non stanno certo ad aspettare di perdere lo scettro di Re del web: sono tante, infatti, le novità di questi giorni. La notizia che ha destato maggior clamore, rimbalzando tra siti e quotidiani, è l’acquisto di Friendfeed, social network molto più elitario e di nicchia che consente la condivisione di informazioni e file in tempo reale sul web. Una versione “light” di Facebook, o una più complessa di Twitter, insomma. La motivazione ufficiale dell’acquisizione è stata semplice: inglobare nell’organico di Facebook nuovi sviluppatori di talento.

I fondatori di Friendfeed, infatti, sono ex di Google e senza dubbio tra i migliori ingegneri web presenti sul mercato. È evidente, ad ogni modo, che il motivo non è solo questo: chiarissimo è il tentativo di contrastare Twitter che, come detto, con Friendfeed condivide l’idea del web in tempo reale. A questa motivazione si ricollega, poi, la seconda innovazione annunciata dalla direzione di Facebook in questi giorni: se fino ad oggi era possibile cercare soltanto tra profili di utenti, pagine dei gruppi e alcune applicazioni, da oggi si possono effettuare ricerche tra i contenuti pubblicati dai propri amici. Contenuti aggiornati e modificati in tempo reale. Cosa che tramite Google non è possibile fare.

Che sia il web in tempo reale la nuova passione degli utenti in rete sembra ormai chiaro: c’è però chi (forse) esagera un po’…

 Sara2

A twittare momento per momento gli istanti prima del parto è stata Sara Morishge, moglie del CEO di Twitter, che ha preferito esaltare – anche in una situazione a dir poco insolita – i pregi della condivisione delle informazioni…

Posted by Vanessa Carmicino

23 luglio 2009

Twitter e l'apocalisse che non c'è

The-story-of-twitter 

Il 12 giugno è passato senza lasciare vittime: per quella fatidica data era stata predetta la fine di Twitter che sarebbe dovuto implodere, vittima di troppi twit – i messaggi da 140 caratteri che gli utenti possono postare – superando la straordinaria cifra di 2.147.483.647 micropost.
È passato più di un mese da quel giorno, i twit sono ormai molti di più e il progetto di Jack Dorsey è sempre più sulla cresta dell’onda. Ne approfittiamo, allora, per ripercorrere il cammino che ha portato alla celebrità il social network attraverso una bella immagine pubblicata da Manolith (poi ripresa da TechCrunch) su un’idea originale di InfoShots e che arriva in Italia da Infoservi. Un chiaro disegno, che ci racconta come questo strumento sia stato in grado di mescolare, in maniera assolutamente originale, citizen journalism e politica, star system e blogostar. Al centro, ovviamente, quella common people che l’ha trasformata nella killer application dell’anno.  
Posted by Vanessa Carmicino

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